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Assieur dal Pontefice insieme al mondo del Nuoto

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“A contatto con l’acqua imparate ad avere ripugnanza verso tutto ciò che è inquinante, nello sport e nella vita”, così oggi Papa Francesco ha accolto la delegazione del 54′  trofeo Sette Colli,  guidata dal Presidente Fin e Len Paolo Barelli, durante l’udienza privata nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano.

Un incontro alla presenza di oltre 260 persone – scelte tra i campioni nazionali e internazionali, piccoli e grandi atleti in rappresentanza delle società, dirigenti e principali sponsor della Federazione.

Assieur,  nella persona di un’ emozionato Andrea Polimeno, ha avuto il privilegio di partecipare ed assistere al denso scambio di messaggi valoriali tra il Santo Padre e la delegazione del mondo sportivo acquatico.

Il nuoto “trasmette valori – ha proseguito il Santo Padre – sempre più necessari in una società come la nostra, che viene definita liquida, priva di punti di riferimento saldi. Il vostro sport si fa nell’acqua, ma non è liquido, anzi, è molto solido, richiede impegno costante e forza d’animo”.

Momenti di profonda riflessione sui valori del nuoto hanno pervaso i presenti, con l’invito a riscoprire il bisogno di interiorità, l’assoluta necessità di curare il proprio corpo senza idolatrarlo, la ricerca continua in ciò che si fa, la forza, il coraggio di andare avanti nonostante le avversità, la capacità di riemergere e vivere la vita nel valore dell’autenticità che deve voler dire trasparenza, limpidezza, pulizia interiore.

Il presidente Barelli ha aperto l’incontro con un riferimento della Sacra Bibbia tanto forte quanto attuale, definendo lo sport e il nuoto “ponte contro tutti i muri”, “immagine di vita, mezzo per la formazione dell’uomo ed elemento fondamentale della civiltà”.

Un incontro che ha riservato anche momenti all’insegna dell’allegria, nel quale Papa Francesco molto divertito ha accettato con piacere la cuffia con il suo nome, due costumi dei colori del Vaticano ed il kit completo della squadra nazionale che gli atleti gli hanno donato.

Una sessione immancabile di selfie ha accompagnato il saluto personale di Papa Francesco rivolto ai singoli atleti. “Abbiamo chiesto se fosse possibile scattare un selfie e quando ci ha detto di sì ne siamo stati davvero felici; è stata un’emozione grandissima per tutto il nuoto”, ha sottolineato Gregorio Paltrinieri.

E’ stato un gran momento per tutti ma in particolare per Federica Pellegrini che al termine dell’udienza ha dichiarato: “Il mio rapporto con la fede è molto stretto. Ho ricevuto un grande insegnamento dai miei genitori. È stato bello non solo a livello personale, ma penso per tutto il nuoto in generale”

All’incontro con il Papa erano presenti oltre alla Nazionale Italiana anche molteplici campioni olimpici, mondiali ed europei come gli australiani Mack Horton, James Magnussen e Cameron McEvoy, la svedese Michelle Coleman, il tedesco Marco Koch, i brasiliani Cesar Cielo e Bruno Fratus, le danesi Pernielle Blumee Rikke Moller Pedersen, la francese Charlotte Bonnet, il giapponese Daiya Seto, le olandesi RanomiKromowidjodjo e Femke Heemskerk, le ungheresi Boglarka Kapas e Szusanna Jakabos, la britannica Siobhan-Marie O’Connor, l’ucraino Andrij Govorov, il ceco Jan Micka.

Una giornata bellissima e ricca di emozioni,organizzata da Paolo Barelli a corredo ed in occasione  del 54° Trofeo Sette Colli, in cui quest’anno Federica Pellegrini ha dato, come consuetudine, spettacolo vincendo in rimonta la finale dei 200 stile libero contro la svedese Michelle Coleman grazie ad un fantastico cambio di marcia negli ultimi 50 metri. Gli altri vincitori a cui porgere i complimenti, premiati con l’oro sono stati: Riccardo Menciotti – atleta paralimpico – nei 100 metri stile;  Peter Bernek e Kata Burian– ungheresi – nei 200 metri dorso rispettivamente maschile e femminile; Andriy Govorov – ucraina – nei 50 metri farfalla femminile e Liliana Sziliagy – ungherese – nei 200 metri; Marco Koch – tedesco – nei 200 metri rana maschile e Molly Renshaw – inglese – nei 200 femminili; Dominik Kozma – ungherese – nei 100 metri stile maschile; Pernille Blume – danese – che nei 50 metri stile femminile ha anche superato ilrecord di specialità; Daiya Seto – giapponese – nei 200 metri misto maschile e Sioban-Marie O’Connor – inglese – che nei 200 femminili ha superato anche il record di specialità; Jan Micka – ceco – negli 800 metri stile libero. L’Ungheria si aggiudica il “Trofeo Saini” con 66 punti, seguita dalla Gran Bretagna con 61 punti e al terzo posto – pari merito – Australia ed Italia con 52 punti.

Il Sette Colli rappresenta  il più grande appuntamento natatorio  italiano  per i campioni del nuoto mondiale ed Assieur, orgogliosa di poterlo vivere ormai dall’interno, rivolge indistintamente a tutti quell’augurio – “vinca il migliore” –  per i prossimi mondiali di Budapest, che ben rappresenta il valore sportivo di rispetto e unione contro ogni “muro” che il Presidente Paolo Barelli ha voluto giustamente sottolineare in presenza di Papa Francesco.

Il discorso di Paolo Barelli per intero.

“Santità,
siamo onorati e commossi per l’attenzione che Ella ha ritenuto di riservare alla famiglia del nuoto italiano ed internazionale riunito a Roma in occasione del Trofeo Sette Colli.
IncontrarLa nella magnificenza della Sala Clementina del Palazzo Apostolico nella Città del Vaticano è momento di privilegio e riflessione per affermare il profondo legame che unisce lo sport alla Parola.
Siamo al Suo cospetto con una delegazione composta da campioni olimpici, mondiali, europei, e da giovani atleti di diverse etnie, culture ed appartenenze sociali in rappresentanza di un unico universo, che si riconosce nei valori della fede, dello sport e della solidarietà tra popoli.
La Sacra Bibbia, che ci indica la strada quotidianamente, proclama lo sport come immagine di vita, come mezzo per la formazione dell’uomo ed elemento fondamentale della civiltà. Lo sport è un ponte contro tutti i muri.
La Federazione Italiana Nuoto e il movimento acquatico cercano di seguirne e promuoverne gli insegnamenti, alimentando i valori della lealtà, della perseveranza, del dialogo.
Volàno di questi messaggi, che parlano una lingua universale, sono gli atleti, che si impegnano per superare i propri limiti nel rispetto dell’avversario; i dirigenti, i tecnici e i giudici arbitri, spesso volontari; le famiglie, che compiendo molteplici sacrifici supportano le aspirazioni dei figli e ne sostengono la crescita atletica e la rettitudine morale.
Il Trofeo Internazionale Sette Colli – giunto alla 54esima edizione – cerca di essere l’immagine di tutto ciò: veicolo di ideali umani e principi spirituali attraverso la massima espressione e spettacolarizzazione del nuoto, nell’occasione rappresentato da oltre 700 atleti provenienti da 36 Paesi di tutti i continenti.
Questa è la logica dello sport che vogliamo e della società che vorremmo; affinché contribuisca all’emancipazione dei Paesi meno fortunati, cancelli ogni barriera, ogni intolleranza, per concepire un mondo pacifico ed armonioso, che valorizzi ogni uomo.
Auspichiamo che la cultura dell’acqua, posta anche al servizio della salvaguardia umana, sia un esempio, e che il miliardo e mezzo di praticanti nel mondo, compresi i 5 milioni di italiani, siano considerati uno dei cardini su cui costruire un futuro migliore.
Ci sentiamo responsabili messaggeri e imploriamo la Sua benedizione per proseguire il nostro cammino.”

Il discorso di Papa Francesco

“Cari amici della Federazione Italiana Nuoto e atleti partecipanti al Trofeo “Sette Colli” in corso a Roma, buongiorno e benvenuti!
Ringrazio il Presidente della Federazione per le parole con cui ha introdotto il nostro incontro.
Sono giorni di gioia e di entusiasmo per voi e per gli sportivi che vi seguono, perché lo sport è anche festa. Una festa non priva di contenuti, perché trasmette valori sempre più necessari in una società come la nostra, che viene definita “liquida”, priva di punti di riferimento saldi. Il vostro sport si fa nell’acqua, ma non è “liquido”, anzi, è molto “solido”, richiede impegno costante e forza d’animo.
Per questa familiarità che avete con l’acqua, mi fa piacere ricordare le parole di san Francesco d’Assisi: «Laudato si’, mi Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et umile et pretiosa et casta».
Il vostro sfidarvi, gareggiare, vivere a contatto con l’acqua possa essere anche un contributo ad una diversa cultura dell’acqua: l’acqua è vita, senza acqua non esiste la vita. E parlare di vita è parlare di Dio, origine e sorgente della vita, e anche la nostra vita cristiana inizia nel segno dell’acqua, col Battesimo.
L’acqua nella quale nuotate, vi tuffate, giocate, gareggiate richiama una pluralità di attenzioni: il valore del corpo, che va curato e non idolatrato; il bisogno di interiorità e la ricerca di senso in ciò che fate; la forza e il coraggio nel resistere alla fatica; la visione chiara di quale approdo cercare nella vita e come raggiungerlo; il valore di autenticità che dice trasparenza, limpidezza, pulizia interiore.
A contatto con l’acqua, imparate ad avere ripugnanza verso tutto ciò che è inquinante, nello sport e nella vita.
Cari dirigenti e atleti, vi ringrazio per la vostra visita. Vi auguro ogni bene per la vostra attività, le vostre famiglie e i vostri progetti.
Il Signore vi benedica e vi dia sempre la gioia di fare sport insieme in spirito di fratellanza.”